Quali caratteristiche ricercare in una sedia da laboratorio

Quando si è alle prese con l’acquisto di una sedia da laboratorio, gli elementi a cui pensare sono moltissimi. Si tratta, infatti, di uno strumento fondamentale nello svolgimento del lavoro di laboratorio quotidiano, un prodotto che non solo deve sostenere e fornire comfort a chi si trova a vivere una vita lavorativa sedentaria, ma anche un complemento d’arredo che sia bello e funzionale assieme; soprattutto per quei laboratori dove lo spazio è occupato principalmente da apparecchiatura tecnologica e altra strumentistica di lavoro ingombrante.

Pertanto, per operare una scelta che possa essere funzionale, ergonomica ed esteticamente bella allo stesso tempo, abbiamo scritto questo articolo: al suo interno chiunque debba scegliere una sedia da laboratorio può trovare spunti interessanti; nella consapevolezza, tuttavia, che ogni laboratorio presenta caratteristiche (e, dunque, necessità di utilizzo di una sedia da laboratorio) a sé stanti, che rappresentano un elemento da valutare quando si deve effettuare l’acquisto. Iniziamo

Sedia da laboratorio: il comfort al primo posto

Come abbiamo accennato, una sedia da laboratorio rappresenta un complemento di arredo che viene usato da chi conduce un lavoro sedentario, oltre che da operatori che necessitano di assumere tale posizione per svolgere mansioni anche di breve durata. In ogni caso, sappiamo che la sedentarietà, specie se prolungata, può portare a dolori, fastidi, quando non addirittura causare problemi alla circolazione del sangue e una sollecitazione eccessiva sul corpo, con conseguente affaticamento, disturbi circolatori e problemi di postura o a carico del sistema muscolo-scheletrico. Per tutte queste ragioni, il primo aspetto che va ricercato in una sedia da laboratorio è la sua comodità e la sua capacità di adattarsi alla postura e al corpo di una persona, senza provocare dolori nella zona lombare e cervicale. In tal senso, non solo la forma della sedia ergonomica da laboratorio ma anche i materiali con cui è costruita devono assicurare il massimo del benessere di chi la utilizza durante il giorno: via libera, dunque, a prodotti anallergici, traspiranti, adattabili alle forme del corpo (come il memory foam) e sterilizzabili per mettere il comfort al primo posto.

Sedia da laboratorio: attenzioni alle dimensioni

Una sedia da laboratorio deve essere scelta pensando al contesto in cui verrà inserita. Le volumetrie di un laboratorio, infatti, non possono essere paragonate a quelle di un ufficio qualunque, specie se quest'ultimo è un open space, e anche i ritmi di lavoro sono assai meno lassi e molto più cadenzati. Un laboratorio, sia esso chimico, di biologia o manifatturiero, ha, infatti, dimensioni ridotte e spazi spesso occupati da strumentistica di vario tipo, il più delle volte ingombrante. Non solo. Trattandosi di un luogo dove il lavoro è scandito da tempistiche molto chiare (e spesso strette) una sedia da laboratorio non può, con le sue dimensioni, intralciare il passaggio, ma nemmeno farsi troppo piccola e scomoda mettendo così a repentaglio la salute di chi la utilizza. Ecco, dunque, che avere chiare le dimensioni del laboratorio permette di immaginare una corretta collocazione della sedia da laboratorio per conoscere, dunque, le dimensioni di quest’ultima.

Sedia da laboratorio: resistenza ed estetica

Non dimentichiamo, infine, che una sedia da laboratorio è un complemento d’arredo che deve essere funzionale e bello allo stesso tempo. Funzionale, in quanto deve sostenere gli operatori nello svolgimento di un lavoro potenzialmente fatto di grandi sollecitazioni meccaniche o di utilizzo di acidi e basi deboli, cui la sedia da laboratorio deve resistere senza deperire. Bello perché, come tutti i complementi di arredo, anche una sedia da laboratorio è pur sempre un elemento di design, con una sua forma e una sua linea che sono lo specchio dei gusti di un’epoca.

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